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November 25 fra le varie coseNostalgia nelle gambe e sentimenti minimalisti.
Sindrome amotivazionale da dipendenza cronica,
ognuno ha le sue prigioni. November 16 Incredibile morta la gelmini!Roma- 16 novembre 2008.
Incredibile, ieri sera, dopo la consueta corsa in ambulanza si è spenta MariaStella Gelmini, ministro dell'attuale governo Peròn. ops bERLUSCONI.
La signora forzista rubata alle passerelle tagliava la strada, in questo caso, ad un iscritto, guarda un po' il destino, nelle fila di forza itagli. Il ragazzo non sapeva leggere la scritta STOP sul cartello di via dell'Onda e travolgeva la "signora" che mormorava morendo: il governo va avanti per la sua strada.
L'ignoranza uccide. Salvati Stella. November 09 fammi i tuoi discorsi metafisiciLa luce si bagna di cemento sul marciapiedi sporco di questa città puzzolente. La luce si ferma a riposare sulle piume dimenticate da qualche piccione gonfio di umidità e di roba. Non dimenticarmi se puoi, non dimenticare la mia voce in questo canciare di cavallette e motori senza piombo, non mischiarmi tra i relitti di uno squallido occidente. Perdona le mie sfide senza vento a mulini poco edificanti, perdona la mia incapacità a mantenere a lungo uno stato di sobrietà, perdona i videogiochi e i libri, i libri soprattutto. Perdonami se non credo a chi si autodefinisce e se devo costruire molotov con gli avanzi del belpensiero, perdonami se cerco aldilà dello steccato soltanto ciò che mi sembra abbia le vesti del vero e i modi del giusto. A volte è un blabla contraddetto. Scendono i rivoli di pioggia inquinata tra i mattoncini e le erbe storte e l’odore intenso di piscio agli angoli delle strade e i cantieri fioriti di lavoro nero e gli albanesi insultati al bar e quelli che tagliano male la figlia polverosa colombiana. Scendono a frotte gli operai dalle autolinee a gestione governativa e la rivoluzione non ha il biglietto e la rivoluzione non ha i documenti e la rivoluzione la accompagnano in questura per il riconoscimento. Dimmi che bene o male potresti esserti divertita e che dio o no, ti porteresti un pezzo di me all’inferno per non stare da sola. Dimmi che non finiremo, ti prego, dimmi che non torneremo a casa grigi, calmi e sconfitti come i nostri padri, dimmi che avremo almeno il coraggio di non essere solo uno sputo rosso grattato dalsul vetro delle audi dei nostri ministri. Dimmi che hai smesso di credere alla tua esistenza solitaria, assediata e crudele, dimmi che hai smesso di credere che la tua vita sia un tiro al piattello e che non ti senti rotolare nell’aria di pechino mentre qualche italiano ti mira per una medaglia. Col tuo freddo antagonismo e la tua concezione stupefatta della vita, quasi mi inquieti, quasi mi sembri strana in mezzo ai lombrichi ammantati per farli sembrare umani. Scivola tra le tapparelle verdi invasate della banalità dello smog, la vita di provincia scivola difficilmente tra la ricerca metafisica della briscola e l’equilibrio saggio e corretto dell'amaro del capo. Scivola l’anestetica provincia tra le sue preziose figlie che spuntano rare tra i cassonetti della soget e le vetrine rotte di un supermercato fallito e spuntano ancora più belle e meravigliose non si sporcano di cemento mai. Sfuggono tra le crepe del superenalotto fallimentare e di quelli che son rimasti indietro fuori come me, che si mantengono con la snai con la vodka con il respiratore assistito da qualche santone indù e con la mia rabbia fatiscente. Tirati fuori almeno tu dalla melma dalla miseria dalla fatica di strisciare. November 08 chi muore al lavoroNovember 01 lascia che siaLascia stare che hai qualche anno in più. Lascia la tua sensazionale città di gustosi e patinati spritz, di ideali fortissimi, di sincera passione con su un leggerissimo impercettebile velo d'oro finto.
Lascia stare che sono instabile, che sono uno che potresti smettere di sopportare, che non ho forma a sufficienza o forse un po' di disattenzione.
E lascia i tuoi amici fascisti, i movimentisti e i loro abiti strani, lascia il vuoto degli ipocriti e le cenette con gli altri.
Lascia stare che non sai deciderti, che son infantile e cretino e un giorno vecchio e troppo serio, lascia la tua borsa e il tuo trucco, tu che dici sempre di lasciarsi andare.
Lasciati nuda di fronte al mio tenero giudizio sai che non saprei trovar cattiveria, lasciati cadere, cadremo insieme.
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